Visita Aritmologica - Il miglior aritmologo d'Italia - Dr. Antonio Frontera

La visita aritmologica, come si svolge?

Come si svolge la visita aritmologica ?

Eseguire una visita aritmologica è complessa perche richiede la consapevolezza di molti anni di esperienza e di studio. La visita aritmologica viene eseguita da un cardiologo specializzato nei disordini del ritmo cardiaco. In primis ricordo che il paziente deve portare TUTTA la documentazione inerente alla sua patologia, alle precedenti visite, gli ECG eseguiti cosi come l’ecocardiogramma transtoracico. Se sono state eseguite visite aritmologiche di tipo genetico a familiari (in caso di aritmie comuni alla famiglia) è necessario che vengano portate in visione alla visita aritmologica.

Visita Aritmologica - Il miglior aritmologo d'Italia - Dr. Antonio Frontera

La prima parte della visita aritmologica è concentrata sul racconto del paziente, che deve essere dettagliato per far meglio comprendere all’aritmologo la situazione clinica: sintomi, segni della patologia devono esser raccolti con dovizia di particolari. In modo particolare durante la visita aritmologica questi sono i sintomi cardiologici di importanza: sincope (ossia se il paziente è mai svenuto) oppure palpitazioni (cardiopalmo accelerato o extrasistoli). E’ molto interessante per il medico capire come è cominciata la patologia aritmica, se è stato un riscontro occasionale (paziente asintomatico) o se è stato improvviso senza alcun prodromo. Successivamente il medico durante la visita aritmologica chiederà se vi sono fattori di rischio cardiovascolari come ipertensione arteriosa, abitudine tabagica. diabete mellito, dislipidemia, familiarità per morte improvvisa, cardiomiopatie. E’ importante raccontare anche se vi sono stati ricoveri precedenti, se si bisognerà portare TUTTA la documentazione.

La visita aritmologica.

Una volta ricostruita la storia clinica del paziente, l’aritmologo vi chiederà di stendervi sul lettino dello studio per cui preparatevi: se siete uomini, depilatevi il torace. L’applicazione infatti di elettrodi sul torace richiede la massima pulizia della pelle e l’assenza di peli. Gli elettrodi infatti non aderiscono bene se vi sono peli. La visita aritmologica consiste nell’auscultazione del torace (schiena e petto) dove il medico cardiologo aritmologo ausculterà se l’obiettività toracica va bene (se vi è “acqua nei polmoni” in caso di scompenso) cosi come l’obiettività cardiaca (toni cardiaci, soffi, anomalie del ritmo cardiaco come extrasistoli). Anche il polso dovrà essere testato per capire come è trasmesso l’impulso dal cuore alle estremità. Successivamente si passa a valutare la pressione arteriosa (PA) dove si presterà massima attenzione alla minima (diastolica) tipica dei soggetti piu giovani, stressati e con abitudine tabagica) e alla massima (sistolica) tipica della popolazione anziana. Verrà quindi eseguito un ECG (Elettrocardiogramma).

L'elettrocardiogramma nella visita aritmologica

L’elettrocardiogamma è il perno di tutta la visita aritmologica. L’aritmologo infatti riesce tramite l’elettrocardiogramma a comprendere se ad esempio il pacemaker o il defibrillatore funziona bene, se vi è un’aritmia in corso oppure se il ritmo sinusale (normale) del cuore ha delle anomalie. L’elettrocardiogramma mostra infatti come si attivano il cuore nel tempo: se la durata dell’onda P (atrio) è prolungata molto probabilmente il paziente ha dei disordini a livello atriale, se la durata e la morfologia del QRS viene ad essere alterata, molto probabilmente il ventricolo è la causa della malattia.
L’elettrocardiogramma nella visita aritmologica costituisce il perno di tutta la visita aritmologica perché permette anche di comprendere con precisione l’origine dell’extrasistolia in quei pazienti sintomatici per. L’origine è decisiva non solo per la prognosi ma soprattutto per la terapia (farmacologica e di ablazione transcatetere).
L’elettrocardiogramma permette anche di comprendere l’origine della fibrillazione atriale in caso di frequente extrasistolia atriale. L’elettrocardiogramma durante la visita aritmologica permette anche di capire se si tratta di un aritmia benigna o un aritmia maligna nel contesto di patologie cardiache come la displasia aritmogena, la cardiomiopatia dilatativa idiopatica, le miocarditi. L’elettrocardiogramma è un semplice esame, consiste nell’applicare 12 elettrodo sul torace e in semplici 5 secondi acquisisce le informazioni elettriche del cuore. L’aritmologo è un cardiologo iper specializzato che riesce a leggere “tra le righe” di tutte quelle onde del cuore.

L'ecocardiogramma nella visita aritmologica

Se necessario, viene eseguito un ecocardiogramma: questo esame richiede sempre la collaborazione del paziente, steso sul fianco sinistro, a petto scoperto. L’ecocardiografista durante la visita aritmologica esegue una fotografia del cuore per capire se le valvole, se le camere cardiache sono dilatate, ristrette e o infiltrate. Il cuore è esplorato da tutte le finestre acustiche possibili.

 

La terapia nella visita aritmologica

Dopo l’elettrocardiogramma e l’eventuale ecocardiogramma, la visita aritmologica prosegue con la raccolta della terapia che il paziente ha. Questo serve per capire se modificare, aggiungere o rimuovere farmaci alla terapia in corso. Molto spesso infatti mi capita di ricevere pazienti che fanno troppi farmaci o farmaci non corretti per la patologia aritmologica che possiedono. Tutti i farmaci e la loro posologia devono essere correttamente trasmessi al medico cardiologo aritmologo. La terapia aritmologica è importante per la risoluzione dell’aritmia o per il successo procedurale dell’ablazione transcatetere.

Le conclusioni della visita aritmologica

Il cardiologo aritmologo conclude la visita aritmologica riassicurando il paziente o magari richiedendo un ricovero nel breve tempo. Le aritmie cardiache infatti possono anche essere “maligne” e richiedere un ricovero immediato. Per fortuna queste sono rare! Le conclusioni della visita aritmologica dunque sono volte a dare 1) le indicazioni cliniche da seguire; 2) richieste di ulteriori esami specialistiche (Holter 24h ECG, TC coronarica, RM cuore con mdc ad esempio); 3) prescrizione di una corretta terapia anti-aritmica ; 4) ricovero per eseguire ablazione transcatetere; 5) ricovero per impiantare un device quale defibrillatore o pacemaker.

Credo fortemente che alla base della visita aritmologica ci debba essere la comprensione della problematica aritmologica che desta molto spesso ansia e preoccupazione dei pazienti. Io dedico molto tempo all’anamnesi e all’analisi dell’ECG: molti dei miei pazienti sono soddisfatti quando dedico loro il giusto tempo, cercando di riassicurare e di adoperarmi per la risoluzione tempestiva del loro problema aritmico. Ho passione per quello che faccio e amo il mio lavoro, ogni caso è unico e va studiato nella profondità che merita.