Cuore extrasistoli aritmologo

Extrasistoli ventricolari: quando sono pericolose?

Extrasistoli ventricolari: quando sono pericolose?

Sono un aritmologo esperto nella diagnosi e nella cura delle extrasistoli ventricolari. Mi chiamo Antonio Frontera e sono qui per spiegarvi quando preoccuparvi e quando è necessario sottoporsi ad una cura specifica.

Innanzitutto bisogna specificare cosa è una extrasistole ventricolare. E’ un’alterazione del battito cardiaco, esattamente un battito in piu. Ne abbiamo già parlato qui estensivamente.

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Dunque, quando sono pericolose? Anche se ogni tanto possono essere di nuovo considerate una variazione della normalità specialmente quando insorgono in persone sane senza malattie cardiache note. Eppure possono diventare pericolose in alcune circostanze:

  1. Burden Elevato: in genere un numero elevato di EV potrebbe indicare una maggiore pericolosità, soprattutto se superiore a una certa percentuale dei battiti cardiaci totali. 
  2. Pazienti con Malattie Cardiache: nelle persone con malattie cardiache precedentemente diagnosticate, come cardiopatia ischemica o insufficienza cardiaca, le EV potrebbero rappresentare un segnale di peggioramento della condizione e aumentare il rischio di eventi cardiaci più seri, come la tachicardia ventricolare o la fibrillazione ventricolare.
  3. Post-Infarto: le EV che insorgono dopo un infarto miocardico potrebbero essere particolarmente pericolose, dal momento che potrebbero indicare danno miocardico e aumentato rischio di aritmie letali

Cosa significa "essere pericolose" ?

Parliamoci chiaro. Ogni aritmologo quando ha di fronte un paziente con moltissime extrasistoli ventricolari si pone due domande: 1) possono causare una compromissione cardiaca (scompenso?) 2) possono essere responsabili nel futuro di aritmie piu complesse?

Ahimè rispondere a queste due domande non è facile e un cardiologo aritmologo non può basarsi solo sull’esperienza ma ogni paziente è un caso a se.

Molte variabili vanno considerate: la presenza di cardiopatia sottostante; la morfologia delle extrasistoli, ossia il punto da dove nascono (se dal Ventricolo di destra o dal ventricolo di sinistra); il numero (burden) delle extrasistoli ventricolari; se il paziente ha una storia di morte improvvisa in famiglia; se il paziente è sintomatico per svenimenti.

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Quando è il caso di fare accertamenti clinici per le extrasistoli ventricolari ?

La necessità di accertamenti clinici strumentali per l’extrasistolia ventricolare dipende da diversi fattori. Ecco alcune linee guida generali che si devono prendere in considerazione in paziente con extrasistolia ventricolare e comprendere se sono pericolose:

  1. Sintomi Associati: Se l’extrasistolia ventricolare è accompagnata da sintomi come dolore al petto, mancanza di respiro, vertigini o svenimenti, è consigliabile effettuare accertamenti clinici per escludere condizioni più gravi.

  2. Frequenza e Pattern delle extrasistoli ventricolari: Se le extrasistoli sono frequenti o si presentano in pattern particolari (come coppie, triplette, o se sono polimorfe), potrebbe essere necessario eseguire ulteriori accertamenti clinici strumentali.

  3. Storia Clinica e Fattori di Rischio: Persone con storia di malattie cardiache, ipertensione, diabete o altri fattori di rischio cardiovascolari possono necessitare di ulteriori valutazioni.

  4. Età e Condizioni di Salute Generali: In pazienti anziani o in quelli con condizioni di salute complesse, gli accertamenti possono essere più indicati.

  5. Risultati di Test Iniziali: Se un ECG (elettrocardiogramma) di base mostra extrasistoli ventricolari, ulteriori test come un Holter ECG (monitoraggio cardiaco continuo per 24-48 ore), un ecocardiogramma, o test di stress cardiaco possono essere raccomandati.

La necessità di accertamenti clinici strumentali in caso di extrasistolia ventricolare dipende da svariati fattori come l’età, la presenza di cardiopatie, il tipo di extrasistolia, la gravità, ecc. In generale, le linee guida di solito raccomandano gli accertamenti quando i pazienti hanno sintomi quali sincope, palpitazioni veloci e hanno un burden molto elevato.

Cosa dice la letteratura scientifica sull'extrasistoli ventricolari: quando sono pericolose?

Le extrasistoli ventricolari possono essere considerate pericolose in diverse situazioni cliniche. Questi sono alcuni degli studi scientifici che hanno dimostrato la pericolosità:

  1. La comparsa di extrasistoli ventricolari in pazienti con sindrome di Brugada può portare a tachicardia ventricolare polimorfica o fibrillazione ventricolare, specialmente se associate a anomalie della ripolarizzazione e della depolarizzazione (Aiba et al., 2006).

  2. La stimolazione elettrica programmata può indurre tachicardia ventricolare in pazienti con particolari condizioni patologiche del cuore, come evidenziato dallo studio che ha esaminato il meccanismo di induzione della tachicardia ventricolare attraverso la stimolazione elettrica programmata (Koller et al., 1995).

  3. Le extrasistoli ventricolari possono essere associate a disturbi strutturali e funzionali del miocardio in pazienti con ipertensione arteriosa e patologie tiroidee, con un impatto significativo sulla prognosi (Gi et al., 2008).

  4. Le extrasistoli ventricolari potrebbero essere correlate ad aritmie ventricolari in pazienti con spondilite anchilosante, suggerendo la possibilità di utilizzare la dispersione dell’onda QT come indicatore per la valutazione di pazienti asintomatici (Yıldırır et al., 2000).

Il numero delle extrasistoli ventricolari conferisce pericolosità ?

Il numero di extrasistoli ventricolari (BEV) può influenzare il loro grado di pericolosità e il rischio di sviluppare aritmie maligne, come evidenziato in diversi studi:

  1. In alcuni casi, extrasistoli ventricolari che inizialmente sembrano benigni possono evolvere in tachicardia ventricolare polimorfica maligna. Uno studio ha descritto casi in cui extrasistoli ventricolari idiopatiche dal tratto di efflusso del ventricolo destro (RVOT-VE), considerate generalmente benigne, hanno portato a tachicardia ventricolare maligna durante il follow-up (Viskin et al., 2005).

  2. La stimolazione elettrica programmata, che utilizza extrastimoli ventricolari, è stata studiata per comprendere meglio il meccanismo di induzione della tachicardia ventricolare. Questo studio suggerisce che gli extrastimoli ventricolari possono alterare la relazione tra ripolarizzazione e refrattarietà, portando a disturbi nella propagazione dell’impulso ventricolare e inducendo tachicardia ventricolare (Koller et al., 1995).

  3. Alcuni pazienti con una forma maligna di extrasistoli ventricolari dal tratto di efflusso del ventricolo destro hanno mostrato instabilità nella ripolarizzazione ventricolare, suggerendo che questo possa essere un fattore di rischio per lo sviluppo di aritmie maligne (Ichikawa et al., 2011).

  4. È stato osservato che le extrasistoli ventricolari frequenti possono aumentare significativamente in presenza di ipertrofia ventricolare sinistra, un fattore di rischio noto per la morte improvvisa. Tuttavia, il legame tra extrasistoli ventricolari maligne e un aumento dell’incidenza di morte improvvisa in pazienti con ipertrofia ventricolare sinistra non è stato chiaramente stabilito (Cosín Aguilar et al., 1993).

Questi risultati indicano che il numero di extrasistoli ventricolari può influenzare il rischio di sviluppare aritmie maligne, specialmente in presenza di altre condizioni patologiche. 

Sono differenti dalle extrasistoli atriali?

Certamente. Ne abbiamo parlato qui (consiglio di leggere questo approfondimento!).

Si tratta di extrasistoli (battiti in piu) che nascono dall’atrio! Queste sono SEMPRE benigne e non necessitano di essere ulteriormente investigate. La diagnosi di distinzione è ovviamente fatta con un ECG durante la visita aritmologica.

Extrasistoli ventricolari: quale cura?

Le opzioni di trattamento per l’extrasistole ventricolare possono essere: 

  1. Modifiche dello stile di vita: riduzione dello stress, eliminazione della nicotina, riduzione di caffè e alcol, mantenimento di un peso corporeo sano per prevenire episodi di EV
  2. Medicinali: Prescrizione di farmaci antiaritmici per ricondurre il ritmo cardiaco
  3. Ablazione con radiofrequenza: In alcuni pazienti oppure nei pazienti che non rispondono ai farmaci, può essere considerata l’ablazione con radiofrequenza, cioè un procedimento in cui onde radio viene usate per eliminare le aree del cuore che causano il ritmo anormale.
  4. Impianto di un defibrillatore cardiaco impiantabile (ICD): Nei pazienti con EV frequenti e gravi, in presenza di altri fattori di rischio per aritmie pericolose per la vita, l’ ICD può essere consigliato perché in grado di rilevare e interrompere le aritmie. 

La mia esperienza come aritmologo

Sicuramente sono i miei casi piu frequenti. Alcuni pazienti necessitano solo di esser riassicurati attraverso una accurata visita. Le extrasistoli in questo caso sono benigne e soprattutto nei pazienti asintomatici non c’e’ da fare nulla. 

Altri pazienti invece sono molto sintomatici, hanno un numero cosi elevato che devono iniziare una terapia farmacologica adeguata e talvolta hanno bisogno di una cura con ablazione transcatetere. L’ablazione è una tecnica oramai molto consolidata (viene eseguita da circa 30 anni!) e ha raggiunto un progresso tecnologico importante. La mia percentuale di successo è del 94%: grazie alla mia esperienza e alle migliaia di procedure eseguite in ambito elettrofisiologico ho una consolidata metodologia.