Ablazione DI TACHICARDIA parossistica sopraventricolare (TPSV)

Cosa si intende con TACHICARDIA PAROSSISTICA SOPRAVENTRICOLARE (TPSV) ?

La tachicardia parossistica sopraventricolare (TPSV) è un disturbo del ritmo cardiaco caratterizzato da episodi improvvisi di battito cardiaco accelerato che originano nelle camere superiori del cuore, o atri. Questi episodi possono durare da pochi minuti a diverse ore, causando una varietà di sintomi e influenzando significativamente la qualità della vita dei pazienti. Nonostante la sua natura potenzialmente allarmante, la TPSV è generalmente trattabile con moderne strategie terapeutiche. Comprendere le cause, i sintomi e le opzioni di trattamento è fondamentale per gestire efficacemente questa condizione e minimizzare il suo impatto sulla vita quotidiana.

Anche detta SVT (in inglese: supraventricular tachycardia) è un acronimo che racchiude tutte le aritmie “atriali”, ossia tutto ciò che avviene SOPRA i ventricoli e che si manifestano in maniera PAROSSISTICA (cioè con un meccanismo ON – OFF, vai e vieni). Il termine, dunque, non è una patologia ma è un modo per dire “in generale” che si è diagnosticata una aritmia che viene dagli atri. Prima di parlare dell’ablazione della Tachicardia parossistica sopraventricolare (TPSV), bisogna dire che la principale caratteristica è che all’elettrocardiogramma i complessi QRS sono stretti e (ovviamente) numerosi (perché il cuore corre veloce).
Per Tachicardia parossistica sopraventricolare (TPSV) si intendono:

  • Tachicardia da rientro del nodo atrioventricolare o TRNAV (più nota con l’acronimo inglese AVNRT)
  • Tachicardia da rientro atrioventricolare o TRAV (più nota con l’acronimo inglese AVRT)

Entrambe sono dovute ad un meccanismo di rientro.
Ma prima di parlare di ablazione di tachicardia parossistica sopraventricolare (TPSV) spieghiamo nei dettagli queste due aritmie. Io sono Antonio Frontera e sono un aritmologo, specializzato nel trattamento di queste aritmie, con una esperienza decennale e piu di 2000 ablazioni eseguite. Continua a leggere qui l’approfondimento su ablazione di tachicardia parossistica sopraventricolare (TPSV). 

Cause e meccanismi della TPSV

La TPSV (Tachicardia parossistica sopraventricolare) è spesso il risultato di percorsi elettrici anormali nel cuore che si sviluppano congenitamente o a seguito di modifiche cardiache dovute ad altre condizioni di salute. Questi percorsi anormali possono causare un rapido ricircolo degli impulsi elettrici nel cuore, provocando battiti cardiaci accelerati. Due meccanismi comuni alla base della TPSV includono la tachicardia da rientro nodale atrioventricolare (AVNRT), il tipo più frequente, e la tachicardia da rientro atrioventricolare utilizzando una via accessoria (come nella sindrome di Wolff-Parkinson-White). Fattori scatenanti possono includere stress, caffeina, alcol e alcuni farmaci. Nonostante la causa precisa possa variare, il risultato comune è un aumento improvviso della frequenza cardiaca che potrebbe compromette l’efficienza della pompa cardiaca.

Sintomi della TPSV

I sintomi della TPSV (Tachicardia Parossistica Sopraventricolare) possono variare ampiamente da individuo a individuo, spaziando da quasi impercettibili a estremamente disturbanti. I pazienti possono sperimentare palpitazioni, affanno, dolore toracico, debolezza, affaticamento, sensazione di ansia, vertigini o, in casi gravi, svenimento. Questi sintomi sono il risultato del cuore che batte così velocemente da non poter riempire efficacemente le camere con il sangue prima di ogni contrazione, riducendo l’output cardiaco e l’efficienza della circolazione sanguigna.

Cosa è la TRNAV?

La prima (TRNAV) è una Tachicardia parossistica sopraventricolare (TPSV) totalmente benigna (100% dei casi) caratteristica della 3ª e 4ª decade, generalmente donne, e talvolta si manifesta proprio durante la gravidanza. Molte persone riferiscono di avere l’inizio della sintomatologia nel piegarsi a testa in giù, quando magari prendono qualcosa da terra. Questa Tachicardia parossistica sopraventricolare (TPSV) è istantanea, con un “onset” (start, inizio) immediato e un altrettanto “offset” (fine). Possono durare secondi, minuti o anche (più raramente) ore. Non si è in pericolo di vita! La sintomatologia è caratterizzata semplicemente da cardiopalmo, senso di ansia, rossore in viso. Un ECG sarebbe la miglior cosa che voi possiate fare: quello che serve è documentare l’aritmia, perché qualsiasi cardiologo vorrà vedere il tracciato ECG. Quello che permette di differenziare la TRNAV dalla TRAV è proprio (ma non sempre) l’ECG e non la sintomatologia.

Come dicevo prima, tale Tachicardia parossistica sopraventricolare (TPSV) solitamente è dovuta a un meccanismo di rientro e spesso può essere interrotta da manovre vagali (Vedi foto). 

Lavarsi il viso con acqua fredda
Donna che si lava il viso con acqua fredda
Come eseguire una corretta Manovra di Valsalva
  1. Fai un respiro profondo e stringi le narici con le dita
  2. Chiudi la bocca
  3. Soffia aria dal naso per regolare la pressione dell’aria

Quali sono le manovre per interrompere la tachicardia parossistica sopraventricolare (TPSV)?

Le manovre vagali sono tecniche che stimolano il nervo vago, rallentando la conduzione degli impulsi elettrici attraverso il nodo atrioventricolare del cuore. Queste manovre possono essere utili nel tentativo di interrompere un episodio di tachicardia parossistica sopraventricolare (TPSV). Ecco alcune delle manovre vagali più comunemente raccomandate:

1. Manovra di Valsalva

La manovra di Valsalva è una delle tecniche più note e si esegue seguendo questi passaggi:

  • Chiudi la bocca e pizzica il naso chiuso per evitare la fuoriuscita di aria.
  • Fai forza come se stessi cercando di espirare con forza, mantenendo bocca e naso chiusi, per creare una pressione nel petto e nell’addome per circa 10-15 secondi.
  • Rilascia la pressione e riprendi la respirazione normale.

2. Immersione del viso in acqua fredda

Questa manovra sfrutta il riflesso di immersione, che è un potente stimolatore del nervo vago:

  • Riempire un contenitore con acqua fredda; l’aggiunta di ghiaccio può aumentare l’effetto.
  • Trattenere il respiro e immergere il viso nell’acqua fredda per alcuni secondi.
  • Questo può provocare una risposta vagale che rallenta il battito cardiaco.

3. Tosse o Gagging

La tosse vigorosa o il gagging possono stimolare il nervo vago:

  • Inizia a tossire profondamente e ripetutamente, come se stessi cercando di espellere qualcosa dalla gola.
  • Alternativamente, il sollecitare un riflesso del gag (con estrema cautela) può avere un effetto simile.

4. Massaggio del Seno Carotideo

Questa tecnica deve essere eseguita solo sotto la supervisione di un professionista sanitario a causa del rischio di provocare ritmi cardiaci anormali o una caduta improvvisa della pressione sanguigna:

  • Il medico può applicare una leggera pressione sul seno carotideo, situato sul lato del collo, dove si può sentire il polso carotideo.
  • Questa pressione deve essere esercitata delicatamente per alcuni secondi.

5. Manovra di Bear Down

Simile alla manovra di Valsalva, ma con un’enfasi maggiore sulla simulazione dello sforzo durante un movimento intestinale:

  • Sedersi o sdraiarsi in una posizione comoda.
  • Fare forza come se si stesse cercando di evacuare, mantenendo la tensione per 10-15 secondi.

Precauzioni e Considerazioni

  • Prima di tentare queste manovre, soprattutto se si ha una storia di problemi cardiaci, è importante discuterne con il proprio medico.
  • Se le manovre non riescono a interrompere l’episodio di TPSV o se si verificano sintomi gravi come dolore toracico, difficoltà respiratorie o svenimenti, è fondamentale cercare immediatamente assistenza medica.

Cos'è, invece, la TRAV?

TRAV significa tachicardia da rientro atrio ventricolare (inglese AVRT).
Epidemiologicamente parlando è una tachicardia parossistica sopraventricolare (TPSVun po’ meno comune e non c’è una fascia di età “prediletta” sebbene la maggior parte delle diagnosi si fa in età pediatrica o adolescenziale. Molto spesso questi pazienti hanno un ECG dove è visibile una onda delta che esattamente è la seguente (in foto).

Delta wave ECG

Avere una onda delta è espressione di una pre-eccitazione manifesta ma non significa che il paziente avrà certamente una  Tachicardia parossistica sopraventricolare (TPSV). Nessuno può prevedere la comparsa di una TPSV. Diverso è invece il paziente che si presenta al pronto soccorso o dal medico di base con una tachicardia in corso e all’ecg di base una onda delta.

Non si può affermare che sia totalmente benigna perché in una ristretta percentuale di casi (1%) essa può anche esordire con una sincope e/o tachicardia ventricolare / fibrillazione ventricolare (morte cardiaca improvvisa) e definisce la sindrome di wolff-parkinson-white.
Se la TRAV dà sintomi quali sincope, palpitazione, soprattutto in un paziente attivo, i.e. sport agonistico o se magari svolge professioni che mettono a repentaglio la salute di terze persone (es. un pilota di aerei / autista di bus) viene indicata l’ablazione transcatetere con radiofrequenza come primo approccio.

Altrimenti, potrebbe essere considerata inizialmente la sola terapia farmacologica.

Trattamento della TPSV

Il trattamento della TPSV (tachicardia parossistica sopraventricolare) mira a terminare gli episodi acuti e prevenire la ricorrenza. Gli approcci acuti includono manovre vagali, come la manovra di Valsalva, che possono interrompere l’episodio. I farmaci antiaritmici possono essere utilizzati sia acutamente che a lungo termine per mantenere un ritmo cardiaco normale. In alcuni casi, l’ablazione per radiofrequenza (leggi qui un approfondimento molto interessante, clicca!), un procedimento minimamente invasivo che distrugge i tessuti cardiaci responsabili degli impulsi elettrici anormali, può essere raccomandata per trattare la causa sottostante della TPSV e ridurre significativamente il rischio di ricorrenza.

L’ablazione transcatetere della Tachicardia parossistica sopraventricolare (TPSV)

L’ablazione transcatetere della Tachicardia parossistica sopraventricolare (TPSVè una procedura molto semplice se fatta da mani esperte. Si tratta di una procedura percutanea : tramite la vena femorale destra si arriva con dei cateteri (3 – 4) fino al cuore e si esegue quello che è chiamato uno studio elettrofisiologico. Questo studio permette di localizzare la via accessoria e dove si localizza questo circuito di rientro. L’intera procedura dura meno di 50 minuti. La mia casistica si attesta su un percentuale di riuscita del 98% grazie ai sistemi di mappaggio avanzati e all’equipe con esperienza pluriennale. I tempi di degenza sono: 2 giorni (una notte). Il giorno dopo la dimissione il paziente può ritornare alla sua normale vita.

Scrivimi pure! Mi farà piacere rispondere a qualsiasi tua domanda. Clicca qui!

Conclusione

La TPSV (tachicardia parossisitca sopraventricolare) è una condizione gestibile che, con la diagnosi e il trattamento corretti, può avere un impatto minimo sulla qualità della vita. È importante che i pazienti collaborino strettamente con i loro fornitori di assistenza sanitaria per sviluppare un piano di trattamento personalizzato, che può includere modifiche allo stile di vita, farmaci e, in alcuni casi, interventi procedurali. Con una gestione attenta, la maggior parte delle persone con TPSV può continuare a vivere vite piene e attive.

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